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ALLA FINE NEMMENO IL CAOS CI SALVERÀ

Privati d’ogni stimolo necessario alla rinascita, vissuta come consapevole ed urgente necessità di un estremo mutamento economico e sociale, nonché nell’agire collettivo, non resterà che il sostegno ambiguo del disordine a sollevarci dall’incubo della rassegnata sconfitta.
Le regole sono state inventate  per essere infrante, affermano coloro che posseggono nell’animo il rigetto a qualsivoglia disciplina. Tuttavia, da che il mondo è abitato dall’essere umano, per così dire civilizzato, accade sovente che l’artefice delle regole sia il primo nel non adottarle.

Non saremo di certo noi, razza cosiddetta intelligente, alla perenne ricerca di altra vita nel Cosmo, a salvare il mondo in cui ripetutamente ci massacriamo senza tregua. 
Ogni occasione è bene accetta per scatenare una guerra, e meglio ancora se in mezzo al sangue e al dolore dei civili si riesce a speculare.
Nel frattempo sogniamo di mondi lontanissimi presso cui emigrare con le nostre belle e lucide astronavi.
Il paradosso è nel modo in cui vediamo il nostro pianeta, quasi fosse troppo piccolo per ospitarci, mentre è talmente grande e ospitale da potere soddisfare ogni suo abitante umano, oltre che animale. 
Il lupo difficilmente riuscirà a vivere pacificamente con l’agnello, malgrado ogni buona intenzione, e lo stesso vale e varrà per gli esseri umani, purtroppo coinvolti, spesso e volentieri, in situazioni più grandi di loro e vittime dei propri simili che,  indubbiamente incoraggiati da un Dio latitante, non disdegnano di decidere chi debba vivere e chi morire.
Alla fine nemmeno il caos ci salverà, e men che meno le regole che alzano le barriere e dividono i popoli: nel disordine, forse, ritroveremo noi stessi. 
La violenza non sarà debellata, poiché è insita nella natura del genere umano, come altre odiose manifestazioni. Anche le regole, dopo un periodo più o meno lungo di anarchia, verranno ripristinate. In realtà tornerà tutto come prima, poiché la razza umana sembra proprio avviata verso un’estinzione causata dalla propria incapacità nel comprendere quanto di atroce avvenuto nel corso del tempo e  senza la capacità di farlo rivivere nel presente. 
Sarà soltanto una questione di tempo, e anche colonizzando altri pianeti, quando e se accadrà, saremo capaci di distruggerci e distruggerli con la stessa caparbietà che stiamo usando col nostro.

M.N.