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CABINOVIA DI PRAMOLLO: PONTEBBA CONTRO TUTTI?

Che farsene della parola consolazione? Questo ha detto Pier Paolo Pasolini, continuando nell’affermare che consolazione è una parola come speranza. Consolazione e speranza: sinonimi di un’unica realtà. Una realtà che vede Pontebba e i pontebbani (ma non soltanto, poiché troppo facile è l’emarginazione di un paese dal contesto che vede emergere una crisi economica che coinvolge un territorio montano ben più ampio) umiliati da gran parte della classe politica (regionale, provinciale e locale) come non mai.  La penultima stoccata è arrivata col Wwf, il grande protettore della natura: dove meglio comoda, pare. Non so chi sia il presidente, e neppure m’interessa granché, a dire il vero; tuttavia, vedendo ritornare l’organizzazione con tale precisione svizzera, mi compiaccio della sua difesa naturalistica al di sopra d’ogni sospetto.<br>L’ultimo affondo, però, l’ha fatto Promotur (come potrebbe essere altrimenti?), grazie all’interessamento del suo presidente, Stefano Mazzolini, che chiede al presidente regionale Renzo Tondo 110 milioni da destinare alla Società per potenziare e sviluppare i cinque poli sciistici del Friuli Venezia Giulia; ma abbiamo anche avuto il piacere di prendere atto della contrarietà di parte degli albergatori tarvisiani (Vito Anselmi, dell’Hotel Il Cervo e Stefano Rosenwirt, del Bellavista di Camporosso), come di quelli presenti nel Comune di Chiusaforte. E abbiamo anche appurato che il progetto Pramollo fa paura a Piancavallo, che teme di perdere turisti ed investimenti. Infatti, Franco Pessot, del Consorzio Piancavallo Dolomiti Friulane, ha chiesto alla Regione di fermarsi a riflettere prima di finanziare il Pramollo; e poi ci sono gli albergatori carnici, anche loro in ansia.
Chi manca ora a sparare a zero sulla cabinovia di Pramollo? Dopotutto ci troviamo in mezzo ad una guerra tra poveracci, ben gestita da quei furbacchioni (politicamente parlando) che gravitano in Regione, con a capo fila il presidente Renzo Tondo, che sta prendendo per i fondelli un intero territorio montano in grave crisi economica; e per farlo si approfitta della pazienza cui è vittima la popolazione, ormai rassegnata ad essere presa in giro quotidianamente. Pazienza. Non si può avere tutto: il problema è che si ha niente di niente. Gridare vergogna? Troppo facile: ai signori politici regionali frega ancor meno di nulla.
Servirebbe una maggiore unità d’intenti all’interno dell’amministrazione comunale pontebbana. Ad esempio una maggioranza e una minoranza compatte nel difendere il progetto. Invece, mi pare, il sindaco Isabella De Monte sia l’unica voce istituzionale che da qualche tempo è data di sentire: abbandonata, a mio modo di vedere, anche dai colleghi sindaci che dovrebbero sostenerla. Una voce autorevole, quella della De Monte, che dovrebbe trovare maggiore collaborazione nel difendere il progetto della cabinovia dai numerosi attacchi cui è sottoposto. Dopotutto stiamo discutendo della rinascita economica montana boicottata. Interessa a qualcuno?