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È MORTO GIUSEPPE “PINO” PELOSI, UNICO TESTIMONE DELLA MORTE DI PASOLINI

Con la morte di Giuseppe “Pino” Pelosi, per gli amici “Pino la rana”, viene forse a mancare l’unico testimone dell’assassinio di Pier Paolo Pasolini; la sola persona a conoscenza delle circostanze che portarono alla barbara morte del poeta.
La dipartita di Pelosi, avvenuta giovedì scorso e causata da un tumore, scriverà probabilmente la parola fine in merito alla mai chiarita vicenda che ancora oggi, a distanza di 42 anni, non trova pace.
Pelosi non era solo, con Pasolini, quella tragica notte del novembre 1975. Altri erano con lui, come da prima sentenza che lo condannò per omicidio volontario in concorso con ignoti. Dopo un anno, la Corte d’appello, ritenne improbabile che Pelosi avesse dei complici, con sentenza confermata in Cassazione e definitiva, chiudendo uno scenario alquanto complesso in una questione limitatamente omosessuale.
Alessandro Olivieri, il legale di Pelosi, che lo aiutò anche a scrivere l’autobiografia, ha dichiarato che è totalmente convinto della sua innocenza, poiché una parte delle informazioni non sono state date e sono gelosamente custodite in una cassetta di sicurezza, perché sono troppo forti.
Pelosi non se l’è mai sentita di diffonderle, per paura che qualcuno potesse toccare lui o i suoi familiari, e l’avvocato Olivieri non nasconde di avere la stessa paura, perché è vero che la firma sul libro e i fogli in suo possesso sono a firma di Giuseppe Pelosi, ma è anche vero che avendoli esiste il timore che qualcuno possa “bussare alla porta”.
Esisterebbe quindi una verità che non è morta Pelosi, ma è talmente pesante e difficile da poter raccontare con semplicità. L’avvocato ha anche aggiunto che si lascerà consigliare, parlando coi propri familiari e qualche altro collega, per vedere come e quando rendere pubblico quanto in suo possesso.


M.N.