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“FIORI SOPRA L’INFERNO”: UN ROMANZO DI ILARIA TUTI

Mi chiamo Teresa Battaglia
e vedo oltre i fiori
che crescono sul terreno.
Vedo l’inferno, che si spalanca
sotto i nostri piedi



Esordiente col botto Ilaria Tuti, di Gemona del Friuli. Il suo primo romanzo, “Fiori dall’inferno”, pubblicato da Longanesi, è già un caso editoriale tradotto in una ventina di Paesi, tra cui Inghilterra, Francia, Spagna e Germania.
“Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia qualità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non è il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura”.
“Fiori sopra l’inferno” sembra, in effetti, un romanzo bello e pronto per diventare un film, e sarebbe interessante fosse ambientato nel Tarvisiano, dove in effetti si svolgono i fatti del racconto. 
Proprio così, anche se i luoghi non sono menzionati col proprio nome, i lettori interessati potranno riconoscere, già dalle prime pagine, il paese di Travenì nella città di Tarvisio, e il riferimento principale è il monumento bronzeo del soldato asburgico, in località Boscoverde, che commemora i soldati austriaci caduti nelle campagne napoleoniche in Valcanale, mentre l’Orrido dello Sliva è in realtà l’Orrido dello Slizza e i Laghi di Flais i Laghi di Fusine. Una bella scena si svolge anche in un locale tarvisiano che, dalla descrizione, tanto pare la Taverna in Piazza Unità. Ad un certo punto anche i Krampus avranno l’occasione di partecipare alla storia.
Buona lettura, poiché un libro che merita si delinea già dalle prime pagine, e “Fiori sopra l’inferno” appartiene, indubbiamente, alla felice categoria dei libri da leggere senza esitazione alcuna, ovviamente se appassionati dell’argomento.


Come scritto in apertura Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Ama i romanzi di Donato Carrisi. Nel 2014, con “La bambina pagana”, ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica per il miglior racconto di ambientazione italiana , con la seguente motivazione: “Quando il delitto in famiglia assume una connotazione arcana, sfruttando gli archetipi della tragedia greca per delineare personaggi di spessore e ambientazioni originali, che costruiscono un’impalcatura narrativa solida e avvincente”.

M.N.