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IL CORONAVIRUS E I COGLIONI DA TASTIERA

Quelli che si mettono lì e commentano, alla cazzo, una tragedia epidemica di proporzioni mondiali.
I leoni e i coglioni da tastiera, spesso e molti volentieri, si equivalgono.
Succedeva anche prima del Covid-19, ed era assillante, oltre che stupido.
Oggi è quantomeno imbarazzante, oltre che idiozia allo stato puro.
Hai voglia a capire cosa alberga nella mente di quelle persone che decidono di vomitare il proprio pensiero sulla Rete, insozzandola vergognosamente.
Vogliamo comprenderla veramente, certa gente? A che pro? Magari per difenderla? Da cosa? Non c’è difesa che tenga in certi casi. E neppure vogliamo inoltrarci nello squallore esistenziale che determina tali azioni.
Servirebbe una globalizzazione della Ragione, in grado di fornire a molti esseri umani gli anticorpi cerebrali per sconfiggere – o almeno limitare – l’imbecillità.
Il Covid-19 sta contagiando e uccidendo. Proprio oggi è uscita la notizia che anche i trentenni, come i cinquantenni, sono a rischio.
Non soltanto gli anziani, dunque, come se questo fosse un macabro motivo di sollievo nelle generazioni più giovani.
Sdrammatizzare la tragedia è come ridere a crepapelle ad un funerale:  non si diverte nessuno, e per di più si fa una figura di merda come non mai.