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IL CORONAVIRUS E I RUMORI MOLESTI

Accade anche questo al tempo del Coronavirus.
Ci è arrivata, infatti, la segnalazione di un nostro lettore che, effettivamente, è alquanto imbarazzante se inserita nel contesto dell’epidemia che stiamo vivendo nei nostri paesi di montagna e nell’Italia intera.
L’obbligo di rimanere a casa per decreto governativo mal si sposa, infatti, con l’esigenza (?) di ristrutturare il primo piano di una seconda casa, producendo il rumore che non si può certo evitare quando si lavora, ma con grande incazzatura di colui che vive al piano terra ed è costretto – ripetiamo con forza – a rimanere presso la propria dimora per evitare la condanna penale qualora non abbia un valido motivo per spostarsi.
Anche dai mezzi di comunicazione di massa, continuamente, giunge ai cittadini l’invito a restare tra le quattro mura domestiche, leggendo un libro oppure guardando la televisione.
La domanda è: “Come si fa a rilassarsi quando ti martellano sopra la testa?”.
Eppure il Governo l’ha messo nero su bianco che benché le attività edili e artigianali non siano fra quelle sospese dal Dpcm dell’11 marzo 2020, possono essere svolte qualora siano da considerarsi indispensabili e non prorogabili.
E qui si cela il problema, poiché i lavori indispensabili e non prorogabili si possono identificare nell’intervento urgente di un idraulico o di un elettricista, tanto per dire, e francamente non riusciamo a comprendere dove sia l’emergenza in una seconda casa non abitata e quasi totalmente da rimettere in sesto.