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IL SACRIFICIO E LA LIBERTÀ

Il sacrificio, oggi, per la libertà di domani, come in una guerra che vera guerra non è, pur simile in una certa veste, ma diversa.
La pandemia da Covid-19 fa paura per come aggredisce l’Umanità.
Le restrizioni governative, cui la popolazione è tenuta ad osservare con scrupolo, hanno uno scopo ben preciso, che è quello di tutelare – al meglio – la salute dei cittadini.
La popolazione tutta dovrebbe comprendere quanto sia grave la situazione pandemica, e di conseguenza limitare le proprie azioni nel territorio in cui vive.
È logico, d’altronde, che il restare a casa propria, in isolamento, dopo un certo lasso di tempo possa trasformarsi in un crescente disagio.<br>È dunque responsabilità individuale, nel contesto sociale, il mantenere un profilo d’attesa il più tranquillo possibile.
Certo, la realtà vissuta nelle quattro mura di casa, magari come una prigionia – del corpo, ma anche della mente – non è quella rassicurante che si vorrebbe fosse.
Il sacrificio e la libertà del titolo avranno un senso qualora il Covid-19 venga debellato al più presto, soprattutto al fine di ripristinare la vita democratica del Paese come la ricordiamo.
Sia chiaro: in Italia è ben lungi l’idea di una qualsiasi forma dittatoriale, ma ciò non è di sollievo quando ben sappiamo che, da decreto a decreto, e da un giorno all’altro, l’esistenza di tutti potrebbe ancora mutare, e purtroppo in peggio.
Tutto dipende dalla risposta dei cittadini – noi tutti – alla domanda del Governo.
Una domanda semplice, che chiede di avere ancora un po’ di pazienza, magari pensando a quanti, nel frattempo, hanno perso la vita; a quanti, tuttora, la stanno perdendo nella battaglia – assillante e quotidiana – contro l’epidemia.