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LA SENATRICE LILIANA SEGRE E LA VERGOGNA PARLAMENTARE

Sovviene, al pensiero, talvolta, quanto il valore fondamentale della memoria storica valga davvero poco, oppure nulla. Il vergognoso caso recente, in Parlamento, che ha visto partecipe la senatrice a vita Liliana Segre, è tristemente emblematico per quanto concerne l’evidente rappresentazione di un malessere ideologico che tuttora persiste ad albergare ed esternare nel sociale, per poi trovare il fertile terreno dell’odio nell’ambiguo universo partitico. Ho avuto notizia, recentemente, dal Messaggero Veneto, della morte di Franco Comuzzo, segretario dell’Associazione nazionale ex deportati. Ho letto che accompagnava, da vent’anni, i ragazzi delle scuole friulane in visita ai campi di concentramento di Auschwitz, Mauthausen, Dachau e Buchenwald. Memoria storica dell’Aned manteneva i rapporti con gli ex deportati, i famigliari degli stessi e le scuole. Quando muore un uomo come Comuzzo non ci lascia una sola persona, bensì il custode di una Memoria che unisce il passato al presente, coinvolgendo una miriade di individui nel rischio perenne della dimenticanza; quando una persona come la senatrice Liliana Segre, oggi, continua a lottare affinché le atrocità del periodo nazista non trovino linfa vitale nel presente, il Paese intero dovrebbe trovare in quest’ultima la forza per mutare il corso degli eventi affinché gli orrori già vissuti non abbiano a ritornare.