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L’AUMENTO SALARIALE E L’ONESTÀ INTELLETTUALE

La politica, come tristemente noto, vive soprattutto di parole.
Dovesse vivere di concretezza e onestà intellettuale perirebbe ancor prima di qualsiasi esternazione.
In parole povere si fatica a comprendere come si possa discutere di stipendi che diventeranno più pesanti quando l’aumento, variabile, non supererà i venti euro: anche se sbandierati ai quattro venti come fossero cento.
Se tanto ci dà tanto non osiamo pensare cosa avrebbe affermato il Governo qualora il “bonus Renzi“, per coloro che lo percepiscono, fosse stato di gran lunga superiore.
Forse si sarebbe parlato di futuri mega aumenti salariali come non mai? Va anche detto che poco è meglio di niente, ma anche dire le cose come effettivamente sono ha il suo peso nel rapporto tra coloro che governano il Paese e i cittadini.