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LIBERI TUTTI, IN UN PAESE DIVISO SU TUTTO

La pandemia da Covid-19 poteva rappresentare la svolta dell’Italia per costruire delle regole governative improntate su un disegno collettivo da rispettare senza alcuna riserva.
Come da copione consolidatosi nei decenni così non è stato, malgrado la buona volontà della quasi totalità cittadina.
Dopo il 25 aprile, importante e storica ricorrenza, arriverà un’ altra data da ricordare, seppure di minore rilevanza: il libera tutti del 4 giugno 2020, con la speranza non sia l’errore  disastroso di un Paese politicamente diviso su tutto.
Ormai non resta che aspettare, poiché ogni discussione lascia il tempo che trova, e neanche importa più di tanto il soggetto considerando il virus ancora indecifrabile per certi versi e indubbiamente ancora pericoloso, almeno dando un’occhiata a ciò che sta accadendo nel mondo.