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LIBERI TUTTI, MA CON PRUDENZA

L’inverno è ormai trascorso e l’estate già la possiamo intravedere, malgrado il tempo balordo.
Le vaccinazioni procedono e la voglia di ripartire come si deve è grande, alla pari della preoccupazione di vedere svanire la speranza della rinascita da un giorno all’altro.
La pandemia è ancora presente e il pericolo di una crescita dei contagi dietro l’angolo, tuttavia la volontà di offrire agli italiani un liberi tutti, però “al guinzaglio”, è una propaganda governativa bella da vedere e sentire, ma altrettanto insidiosa qualora risalga la linea del virus e le varianti più pericolose risultassero immuni dai vaccini.<br>Molteplici scenari appaiono all’orizzonte e, se andrà tutto bene, arriverà poi nuovamente l’autunno, che neppure interesserà poi tanto (sempre statistiche permettendo), almeno sino alle successive festività natalizie: perché l’italiano si deve divertire, anche nella crisi economica e occupazionale più severa, o almeno così pare.
E qui si potrebbe terminare lo scritto, ma non sarebbe corretto, poiché è necessario chiarire quanto le chiusure potevano essere organizzate in maniera meno severa per coloro che devono guadagnarsi un reddito gestendo la propria attività ogni santo giorno, compresi i cinema e i teatri, lasciati vergognosamente allo sbando.
Persone che devono lavorare in maniera continuativa e non possono concedersi il lusso di procedere a singhiozzo oppure rimanere con le mani in tasca per lunghi periodi, per poi magari diventare prede del sistema bancario e degli strozzini, che qualche volta sono la stessa cosa.