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PONTEBBA DICE ADDIO AL “PROGETTO PRAMOLLO”

La fine di un sogno durato un’eternità, e indubbiamente un brusco risveglio per quanti ancora possedevano un pizzico di speranza in un progetto turistico dagli alti e bassi ormai decennali.
L’essere a favore, oppure contrari, all’impianto di risalita pontebbano, allo stato odierno dei fatti, ha un valore uguale allo zero, almeno nell’ottica del presente e il futuro dì Pontebba, seriamente compromessi dalle ultime notizie regionali, nonché austriache.
Cercare un “colpevole”, oggi, non ha più alcun senso, come inutili sono e saranno le polemiche sull’argomento.
Preso atto della vicenda, nell’ennesima fase conclusiva, bisogna ammettere che esiste una verità priva di qualsivoglia smentita, ovvero la crudele realtà che vede un territorio montano privato di una risorsa, turistica ed economica, oltre che occupazionale, fondamentale per una valorizzazione ormai dispersa e difficilmente recuperabile.
Anche i detrattori del “Progetto Pramollo” dovrebbero porsi il quesito se il fallimento dell’iniziativa sia un successo oppure un danno enorme per il territorio montano  della Val Canale e Canal del Ferro, magari soffermandosi, ancora una volta, sull’ipotesi di una Montagna unita, all’insegna dell’aiuto reciproco e del beneficio collettivo che sembrano, purtroppo e sempre più, una disperata utopia.