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QUANDO LA FINE DEL MONDO SEMBRA A DUE PASSI DA NOI

Un silenzio che ancora non è vero silenzio, seppure intriso di malinconica assenza.
Il Tempo, un tempo inseguito, è oggi infinito.
I rituali giornalieri, immersi nel sociale, improvvisamente annientati dal quotidiano isolamento.
I nonni allontanati dai nipoti.
I morti che muoiono senza il conforto dei familiari e la dignità di una sepoltura; i morti, che muoiono combattendo la morte.
Nel cielo, limpido, sporadiche scie d’aereo.
La Natura ritrova il suo spazio, conteso dal genere umano in maniera spasmodica e distruttiva.
Gli animali guardano gli uomini rinchiusi nelle proprie case, e di certo non possono comprendere se sarà così per sempre, come d’altronde non possono saperlo coloro che osservano.
Ciò che neanche un mese or sono si riteneva fondamentale per condurre un’esistenza agiata non è più in cima alla lista dei nostri desideri.
Oggi è l’impossibilità di poter condurre la vita di sempre che porta sofferenza, col pensiero rivolto alla rinascita, poiché di quest’ultima potremo discutere quando cesserà l’emergenza dettata dal Covid-19.
Un vero e proprio ritorno alla vita, come i sopravvissuti di una tragica epidemia.
Inutile farsi delle illusioni sul futuro del genere umano, ben sapendo che certe persone non cambieranno mai, nel bene e nel male: neppure quando la fine del mondo, seppure a livello di Umanità, sembra a due passi da noi.