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RIAPERTO IL BAR-ALIMENTARI FIORINI A VALBRUNA

Ci vuole coraggio, al giorno d’oggi, con la crisi economica in atto, per intraprendere un’attività commerciale. Tanto coraggio, soprattutto quando il luogo è un paese di montagna. Indubbiamente meraviglioso, ma pur sempre una località inserita in un contesto territoriale difficoltoso dal punto di vista imprenditoriale. Michele Gregorutti e Giulia Pascolo, giovani sposi di Malborghetto, hanno recentemente riaperto, a Valbruna, il bar-alimentari Fiorini, da qualche mese chiuso in attesa di una nuova gestione che sembrava impossibile vedere realizzata in così breve tempo.

Sono convinto che il territorio della Valcanale e Canal del Ferro debba essere stimolato, riguardo l’esempio sopra riportato, non soltanto dalla buona volontà del singolo, bensì supportato in ogni aspetto dalla politica locale, provinciale e regionale. Una politica attenta e sostenitrice ai segnali di rilancio. Segnali che non possono essere ignorati e quindi isolati quasi fossero il tentare a provare d’un giocatore d’azzardo.

In un periodo, che potremmo definire drammaticamente storico, in cui la chiusura di un locale pubblico è ormai la consuetudine quotidiana, la tendenza inversa dovrebbe rappresentare una notizia degna di rilevanza. Purtroppo la realtà è diversa, e vale per Valbruna come per altri centri abitati. L’apertura di un bar, un negozio o altre attività, passa paradossalmente in secondo piano.


Si fa più presto a dire che così non si può più andare avanti, piuttosto che constatare che esistono delle persone con la giusta volontà per cambiare (o almeno tentare di farlo) uno stato di cose sempre più tendente alla rassegnazione. Michele Gregorutti e sua moglie hanno avuto il coraggio di dimostrare che si può condurre la propria esistenza a casa propria, senza aggiungersi alle famiglie che hanno scelto la via dello spopolamento. Una scelta, quella dell’abbandonare la propria affettiva zona di residenza, imposta da una politica illogica che non comprende quanto un reddito sia indispensabile ad un individuo per condurre una vita dignitosa nel luogo in cui è nato, ma anche scelto come dimora abituale. 
Ho sempre considerato Valbruna, per la magia che emana, un luogo in cui l’anima di ognuno può trovare quel respiro vitale difficilmente riscontrabile in altri spazi del mondo che ci ospita. Valbruna può dare molto, sia al residente sia al turista, malgrado le problematiche (assai più del residente, in relazione ai servizi offerti) accomunabili ad una inequivocabile gestione della montagna che va al di là delle scelte amministrative comunali. La speranza continua ad esistere nelle giovani generazioni. In persone volenterose, gentili e responsabili, come Michele Gregorutti e Giulia Pascolo, consapevoli del proprio ruolo a servizio innanzitutto dei residenti valbrunesi, che da essi potranno recarsi per bere qualcosa, fare la spesa, comprare una bombola a gas, acquistare un quotidiano oppure un biglietto per l’autobus.

M.N.